Avrebbe quest’applicazione potuto salvare Hannah Baker (Tredici)?

La nuova serie Netflix “Tredici” è ormai sulla bocca di tutti. Ma è quasi spaventoso pensare che il motivo per cui ha toccato così tanti giovani spettatori è che loro riuscivano ad immedesimarsi con Hannah Baker e i suoi amici, e il ciclo di bullismo in cui loro si ritrovano. Dopo aver visto lo show e la sua rappresentazione del suicidio, è naturale che i genitori cerchino un modo per proteggere i loro figli. Ma è possibile farlo nell’epoca dei social media? Bark, una nuova applicazione, dice che è possibile prevenire il suicidio ed aiutare i genitori a monitorare cosa succede tra i ragazzi.

Quindi, cosa fa Bark?

E’ molto semplice- è una applicazione scaricabile gratuitamente e gratis per il primo mese di utilizzo. I genitori possono creare un account e connettere quanti account di social media vogliono. Bark è l’unica applicazione che permette di monitorare l’attività social dei propri ragazzi proteggendo la privacy dei ragazzi e promuovendo la fiducia, cosa molto importante, specialmente per permettere ai ragazzi si aprirsi riguardo a depressione e tendenze suicida.

Per aiutare la fiducia, i genitori non hanno accesso all’attività social degli account monitorati. Invece, Bark cerca alcune parole che possono indicare bullismo, anche i codici utilizzati dagli adolescenti come per esempio “9” — che vuol dire “genitori nei paraggi”, “53X” per “sex,” o “KYS,” che vuol dire “ucciditi”.

Il CEO di Bark, Brian Bason, che lavorava pr Twitter, ha detto che la compagnia ha un “concilio per i consigli da parte dei giovani” per aiutare a capire i trend.

Ma può funzionare davvero?

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Forse. Bark ha detto in un’intervista che ha ricevuto recensioni da più di due dozzine di utenti che sono stati capaci di identificare situazioni potenzialmente pericolose. Gli utenti hanno detto che non avevano idea che cose come il sexting, la depressione o il bullismo stesse succedendo, ma che l’applicazione ha dato la possibilità di intervenire, cosa che i personaggi immaginari Baker avrebbero potuto fare se avessero saputo cosa stava succedendo ad Hannah.

Una delle testimonianze di uno dei clienti dice:

“Io e mia moglie AMIAMO Bark- Abbiamo avuto alcune conversazioni dure ma costruttive con nostro figlio di tredici anni”

Algoritmi e software di monitoraggio hanno un limite, ovviamente, ma se i genitori possono avere anche solo qualche consiglio su a costa stare attenti nella vita dei loro figli, è già una vittoria.

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